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1996-2026: Il DA.3 compie 30 anni. Così l'Eurofighter ha messo le ali (e i motori)

14 febbraio 2026 di
1996-2026: Il DA.3 compie 30 anni. Così l'Eurofighter ha messo le ali (e i motori)
Nicolò Cerantonio
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Il 9 febbraio 2026, l’Italia ha celebrato un anniversario che profuma di cherosene e alta tecnologia: sono passati esattamente trent’anni dal primo volo del DA.3 (Development Aircraft 3), il prototipo che ha segnato l’ingresso ufficiale dell'eccellenza italiana nel programma Eurofighter.

Quel giorno del 1996, sull'aeroporto di Torino-Caselle, il Ten. Col. Fabio Consoli portava in volo un velivolo che era molto più di un semplice prototipo. Il DA.3 fu infatti il primo in assoluto a montare i motori definitivi EJ200 del consorzio Eurojet, abbandonando i propulsori "provvisori" RB199 usati dai predecessori. È stata la scintilla che ha trasformato il progetto in un vero caccia di superiorità aerea.


 

I "Magnifici Sette": La stirpe dei Development Aircraft

Per arrivare al Typhoon che oggi solca i nostri cieli, è stata necessaria una flotta di sette prototipi, ognuno con un compito specifico. Ecco la "linea di sangue" che ha portato alla produzione di serie:

Prototipo

Nazione / Azienda

Primo Volo

Note e Ruolo Strategico

DA1

(DASA)

27/03/1994

Il pioniere. Utilizzato per test di base con motori RB199.

DA2

UK (BAe)Germania

06/04/1994

Costruito a Warton, fondamentale per l'espansione dell'inviluppo di volo.

DA3

Italia (Alenia)

09/02/1996

Pietra miliare: primo prototipo con i motori EJ200 definitivi.

DA4

UK (BAe)

14/03/1997

Primo prototipo biposto; dedicato ai test su avionica e radar.

DA5

Germania (DASA)

24/02/1997

Il primo a volare con il radar ECR-90 (il futuro CAPTOR).

DA6

Spagna (CASA)

31/08/1996

Primo biposto spagnolo, focalizzato su sistemi e carichi esterni.

DA7

Italia (Alenia)

27/01/1997

Secondo prototipo italiano basato a Torino, cruciale per la validazione finale.


 

Dopo questa fase, lo sviluppo è passato agli IPA (Instrumented Production Aircraft), i velivoli di pre-serie. Anche qui l’Italia ha brillato con l’IPA2, che il 5 aprile 2002 fu il primo a testare i sistemi d'arma avanzati.


Leonardo e l'orgoglio di Caselle

L’Eurofighter non sarebbe lo stesso senza il contributo di Leonardo. L’azienda italiana produce l’intera semiala sinistra, la sezione posteriore della fusoliera e ha sviluppato oltre il 60% dell’elettronica di bordo.

Questa competenza non è solo storia, ma un asset attuale. Il 23 dicembre 2024, la firma del contratto tra Eurofighter e NETMA per 24 nuovi velivoli (20 monoposto e 4 biposto) ha garantito che gli stabilimenti di Caselle rimangano il cuore pulsante del programma almeno fino al 2030. Questi nuovi Typhoon, dotati di radar AESA e avionica aggiornata, sostituiranno progressivamente i modelli più anziani entrati in servizio nel 2004 presso il 4° Stormo di Grosseto.


Uno sguardo al domani

Oltre ai velivoli destinati all'Aeronautica Militare, Caselle si conferma un polo d'esportazione globale. Dopo il successo della commessa per il Kuwait, l'Italia è pronta ad assemblare totalmente i velivoli per altre nazioni partner, consolidando un ruolo di leader che è iniziato proprio trent'anni fa con quel primo decollo del DA.3.

Tra il 1994 e il 1997, i sette velivoli dimostratori hanno gettato le basi. In questa fase l'obiettivo era solo dimostrare che l'aerodinamica instabile (controllata dal computer) funzionasse e che l'aereo fosse il miglior intercettore d'Europa.


La produzione in serie

 Tranche 1: Il Difensore dell'Aria (produzione 2003-2008)

I primi velivoli di serie erano macchine "pure".

·         Missione: Difesa dello spazio aereo.

·         Limiti: Capacità aria-suolo quasi nulle.

·         Tecnologia: Radar meccanico e software iniziale. È qui che l'Italia ha iniziato la sua avventura operativa con il 4° Stormo.

3. Tranche 2 & 3: La Maturità Multiruolo (produzione 2008-2020)

Qui il Typhoon ha iniziato a "imparare nuovi trucchi". Grazie a massicci aggiornamenti software (noti come P1E, P2E, P3E):

·         Swing-Role: L'aereo può ora attaccare bersagli al suolo con precisione (bombe Paveway e missili Brimstone) senza perdere la superiorità aerea.

·         Integrazione Meteor: Viene integrato il missile aria-aria a lungo raggio Meteor, rendendo il Typhoon quasi imbattibile nel combattimento oltre l'orizzonte (BVR).

·         Tranche 3: Ha introdotto le predisposizioni fisiche (alimentazione e raffreddamento) per il futuro radar elettronico.

4. Tranche 4 e LTE: Il Caccia Digitale (produzione 2021-Oggi)

Siamo arrivati al presente. Con il nuovo contratto del 2024 per 24 nuovi velivoli per l'Aeronautica Militare, entriamo nell'era della Tranche 4 e del pacchetto LTE (Long Term Evolution).


Le innovazioni chiave:

·         Radar E-Scan (AESA): Il vecchio radar meccanico scompare. Il nuovo sensore elettronico permette di vedere più lontano, tracciare più bersagli e resistere ai disturbi elettronici nemici.

·         Large Area Display (LAD): Nel cockpit non ci sono più i tre piccoli schermi degli anni '90, ma un unico grande monitor touch che fonde tutte le informazioni.

·         Guerra Elettronica: Il sistema Praetorian è stato potenziato per proteggere l'aereo dai missili terra-aria di ultima generazione.


Qual è il futuro?

Il Typhoon oggi non lavora più da solo. È diventato il partner ideale per l'F-35. il Typhoon funge da "vettore pesante" (missile truck) grazie al suo incredibile carico bellico e alla sua velocità.

Inoltre, molte delle tecnologie che stiamo sviluppando ora per la Tranche 4 serviranno da ponte verso il GCAP (Global Combat Air Programme), il caccia di sesta generazione che vedremo nei prossimi decenni.


  • Crediti fotografici a cura di: Aeronautica Militare Italiana
  • Crediti fotografici a cura di: Leornardo S.p.a.



Nicolò, appassionato di aviazione civile e militare Italiano, ha un interesse per la fotografia e la simulazione di volo, simulando attività con aerei militari ma non si lascia scoraggiare da un volo liner sui cieli Italiani.

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Nicolò Cerantonio 14 febbraio 2026
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