Un vasto incendio boschivo interessa il Monte Faeta, tra le province di Lucca e Pisa, con un fronte di fuoco esteso e dinamico. Il rogo coinvolge un’area ampia e impervia, caratterizzata da vegetazione fitta e condizioni meteo che favoriscono la propagazione delle fiamme.
Un incendio complesso e in evoluzione
Le fiamme avanzano su più direttrici, alimentate dal vento e dalla morfologia del terreno. Il fenomeno dello spotting genera nuovi focolai anche a distanza, complicando le operazioni di contenimento.
Lo spotting è un fenomeno tipico degli incendi boschivi in cui il fuoco genera braci e materiale incandescente che il vento trasporta anche a grande distanza dal fronte principale. Quando queste particelle ricadono su vegetazione secca, si accendono nuovi focolai indipendenti, creando più punti di incendio contemporanei.
Le squadre a terra operano senza sosta per proteggere abitazioni e infrastrutture, mentre il coordinamento tra Vigili del Fuoco, sistema AIB regionale e Protezione Civile garantisce una risposta articolata e continua.
Durante le ore notturne e nelle fasi di minore visibilità, risultano impiegati droni equipaggiati con termocamera, utilizzati per il monitoraggio dei focolai residui e per la mappatura delle aree ancora attive. I sistemi a pilotaggio remoto consentono l’individuazione di punti caldi non visibili a occhio nudo e supportano la pianificazione degli interventi a terra e aerei.
Il ruolo del Gruppo Canadair
Il Gruppo Volo Canadair rappresenta una componente decisiva nel contrasto all’incendio sul Monte Faeta. Inserito nel sistema coordinato dalla Protezione Civile, garantisce interventi rapidi e continui su scala nazionale, con velivoli progettati in modo specifico per la soppressione degli incendi boschivi.
La flotta si basa sui Canadair CL-415, aeromobili anfibi in grado di caricare circa 6.000 litri d’acqua in pochi secondi tramite scooping su mare o laghi. I lanci avvengono con precisione sui fronti di fiamma, con l’obiettivo di ridurre l’intensità dell’incendio e rallentare la propagazione.
Nel caso del Monte Faeta, i Canadair decollano dalle basi di Genova e Ciampino, con sosta tecnica su Pisa per il rifornimento e il rapido riassetto operativo. I velivoli operano poi con cicli continui di carico e sgancio sulle aree più critiche, in particolare nelle zone impervie e difficili da raggiungere da terra.
L’azione si integra con quella delle squadre dei Vigili del Fuoco e del sistema AIB regionale, che consolidano il contenimento e completano la bonifica. Questa sinergia consente un intervento efficace anche in presenza di condizioni complesse, come vento e terreno accidentato.
Nel contesto dell’emergenza sul Faeta, il Gruppo Volo Canadair conferma il proprio ruolo strategico nella difesa del territorio, con un contributo diretto alla stabilizzazione del fronte di fuoco e alla protezione delle aree abitate.
In questo contesto operativo si inserisce AVINCIS, operatore impegnato nella gestione della flotta aerea antincendio in Italia. L’azienda assicura il coordinamento delle missioni e la disponibilità dei mezzi, integrando attività operative e tecnico-logistiche all’interno del sistema nazionale di Protezione Civile.
AVINCIS gestisce la flotta Canadair CL-415 sia sotto il profilo operativo sia sotto quello manutentivo. L’attività comprende la pianificazione delle missioni, il supporto alle operazioni di volo e la manutenzione degli aeromobili, con interventi tecnici necessari a garantire efficienza e continuità operativa della flotta.
Nel caso dell’incendio del Monte Faeta, questo modello organizzativo si integra con il dispositivo aereo schierato sul campo, contribuendo alla rapidità di risposta e alla disponibilità costante dei mezzi impiegati nelle operazioni di spegnimento e contenimento.
I mezzi aerei in azione sul Monte Faeta
Nel teatro operativo risulta schierato un dispositivo aereo di rilievo, con cinque Canadair impegnati in missioni continue di spegnimento:
- CAN 24 – I-DPCG
- CAN 07 – I-DPCD
- CAN 15 – I-DPCV
- CAN 18 – I-DPCT
- CAN 27 – I-DPCC
A supporto delle operazioni aeree sono presenti anche due elicotteri Sikorsky S-64F Skycrane, identificati come I-CFAN “Orso Bruno” e I-CFAI “Toro Seduto”

Il contributo degli Skycrane “Orso Bruno” e “Toro Seduto”
Il velivolo Skycrane rappresenta una risorsa fondamentale nelle operazioni antincendio di grande scala. Dotato di elevata capacità di carico, utilizza un sistema a benna (bucket) per il trasporto e il rilascio di grandi quantità d’acqua.
La sua efficacia emerge soprattutto nelle aree difficili da raggiungere e nei lanci di precisione su fronti attivi o in prossimità di strutture sensibili. L’integrazione con i Canadair consente una copertura operativa completa:
- I velivoli anfibi operano su fronti estesi
- Lo Skycrane interviene su obiettivi puntuali e zone critiche

Operazioni senza sosta
I mezzi aerei effettuano sortite continue, con cicli di rifornimento e sgancio coordinati per massimizzare l’efficacia dell’azione. L’obiettivo resta la soppressione del fronte attivo e la messa in sicurezza delle aree abitate.
L’incendio del Monte Faeta evidenzia ancora una volta l’importanza di una risposta integrata tra componenti aeree e terrestri, con il Gruppo Canadair e i mezzi ad ala rotante come pilastri operativi nella difesa del territorio.
- Crediti fotografici e video a cura di: Corpo Nazionale Vigili del Fuoco
- Tracce di volo fornite da: Flight Radar 24
Nicolò, appassionato di aviazione Italiano, ha un profondo interesse per la fotografia e la simulazione di volo in particolare riprende le attività militari con mezzi ad ala rotante. Il suo obiettivo è quello di portare al lettore foto di altissima qualità.
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