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Esercitazione SIFEX 2026

25 settembre 2026 di
Esercitazione SIFEX 2026
Giovanni Padovani
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SIFEX 2026: HORNET SVIZZERI SULL’ ADRIATICO SETTENTRIONALE

Dal 31 agosto al 10 settembre 2026 la base aerea di Istrana, sede del 51° Stormo dell’Aeronautica Militare, ha ospitato la terza edizione della SIFEX (Swiss-Italy Flight Exercise), attività addestrativa congiunta tra le Forze aeree svizzere e italiane avviata nel 2024 e tornata per il terzo anno consecutivo sulla base trevigiana.

Per quasi due settimane, i McDonnell Douglas F/A-18C Hornet elvetici rischierati in Veneto hanno condiviso gli spazi addestrativi con gli Eurofighter F-2000A Typhoon dell’Aeronautica Militare, in uno scenario ulteriormente arricchito dalla partecipazione, seppur più ridotta rispetto alle precedenti edizioni, dei Lockheed Martin F-35A Lightning II dell’Aeronautica Militare, appartenenti al 6° Stormo di Ghedi, e dei Lockheed Martin F-16C Fighting Falcon delle United States Air Forces in Europe, appartenenti al 31st Fighter Wing e di stanza ad Aviano.

L’obiettivo della SIFEX va oltre la semplice attività di volo congiunta. L’esercitazione permette infatti agli equipaggi delle diverse forze aeree di confrontare capacità, tattiche e procedure, sviluppando al tempo stesso l’interoperabilità necessaria per operare efficacemente all’interno di scenari aerei complessi. Per la componente Svizzera, particolare attenzione è stata dedicata all’addestramento dei piloti più giovani, offrendo loro la possibilità di confrontarsi con assetti differenti da quelli normalmente disponibili in patria.


Addestramento oltre i confini svizzeri

Le caratteristiche geografiche della Svizzera costituiscono inevitabilmente un limite per alcune tipologie di addestramento. Le dimensioni relativamente contenute dello spazio aereo nazionale, unite alla densità del traffico civile e alle restrizioni operative, rendono difficile organizzare missioni complesse che richiedano grandi volumi di spazio aereo. Il rischieramento in Italia permette invece agli equipaggi elvetici di sfruttare aree addestrative più estese e, soprattutto, di operare sul mare, ambiente naturalmente assente sul territorio svizzero.

In questo contesto, l’addestramento svolto durante la SIFEX assume particolare importanza anche in relazione ai principali compiti operativi affidati agli F/A-18 svizzeri, impiegati nella difesa dello spazio aereo attraverso le missioni di Air Policing e il servizio di Quick Reaction Alert (QRA), oltre che per compiti di ricognizione. La disponibilità di spazi aerei più ampi ha permesso agli equipaggi di confrontarsi con velivoli e procedure differenti all’interno di scenari di difesa aerea più articolati rispetto a quelli normalmente riproducibili durante l’attività svolta in patria.

Durante SIFEX 2026, l’attività di volo si è svolta esclusivamente in orario diurno nelle aree addestrative R21 “SARA” e D35 “CRIT”, situate sulle acque dell’Adriatico settentrionale e dedicate alle missioni dell’esercitazione. Le due aree sono regolarmente utilizzate anche dai piloti dell’Aeronautica Militare Italiana per le proprie attività addestrative, offrendo così agli equipaggi svizzeri l’opportunità di acquisire familiarità con spazi aerei e scenari abitualmente impiegati dalla forza aerea partner.

Il programma ha compreso combattimenti entro il raggio visivo, WVR (Within Visual Range), e oltre il raggio visivo, BVR (Beyond Visual Range), mettendo alla prova tanto le capacità di manovra dei piloti quanto l’impiego coordinato dei sensori e la gestione della situazione tattica a distanze maggiori. Gli scenari prevedevano la tradizionale contrapposizione tra Blue Air e Red Air, con gli assetti partecipanti chiamati a ricoprire il ruolo delle forze amiche o avversarie nei diversi profili di missione.

Una componente importante della SIFEX è stata inoltre rappresentata dalle Composite Air Operations (COMAO), missioni complesse nelle quali differenti assetti vengono integrati all’interno di uno stesso scenario e che richiedono un accurato coordinamento già durante le fasi di pianificazione che precedono il decollo. Nella conduzione delle missioni sono stati inoltre coinvolti l’11° Gruppo Difesa Aerea Missilistica Integrata (11° GrDAMI) di Poggio Renatico, con callsign “Pioppo”, e il 22° Gruppo Difesa Aerea Missilistica Integrata (22° GrDAMI) di Licola, con callsign “Barca”, che hanno assicurato il controllo e il coordinamento tattico degli assetti impegnati, contribuendo alla gestione della situazione aerea durante gli scenari addestrativi.

L’attività ha incluso anche voli a bassa quota sul mare, particolarmente significativi per gli equipaggi svizzeri proprio per l’impossibilità di riprodurre questo tipo di scenario sul territorio nazionale.


Gli Hornet a Istrana

Per la SIFEX 2026 le Forze aeree svizzere hanno rischierato a Istrana cinque McDonnell Douglas F/A-18C Hornet, nello specifico i J-5001, J-5008, J-5015, J-5017 e J-5024. Durante le due settimane di esercitazione, la componente Svizzera ha effettuato mediamente tre sortite al giorno, generalmente condotte in formazioni di quattro velivoli (4-ship).

Tra questi, il J-5001 rappresentava senza dubbio l’esemplare più particolare. Primo Hornet svizzero, venne costruito da McDonnell Douglas a St. Louis e compì il suo primo volo l’8 aprile 1996. Insieme all’F/A-18D J-5231 fu uno dei soli due Hornet elvetici costruiti direttamente negli Stati Uniti, mentre il resto della flotta venne assemblato in Svizzera. Prima della consegna, avvenuta nel marzo 1998, il J-5001 fu impiegato in una serie di test a fuoco reale sui sistemi d’arma presso NAS Patuxent River e, successivamente, a NAWS China Lake. Il suo ruolo di piattaforma sperimentale è proseguito anche negli anni successivi. Nel 2007, nell’ambito del programma “Upgrade 21”, destinato all’ammodernamento della flotta elvetica, il J-5001 trascorse nove mesi negli Stati Uniti presso NAS Patuxent River per la validazione delle modifiche, effettuando anche lanci reali di missili AIM-9X Sidewinder e AIM-120B AMRAAM. Ancora oggi il velivolo mantiene un ruolo particolare nelle attività di prova e modifica, ricordato anche dai numerosi markings applicati sulla fusoliera, che riportano i missili lanciati e i droni abbattuti nel corso di test ed esercitazioni, oltre ai loghi delle esercitazioni che hanno previsto l’impiego di armamento reale.

Tra gli altri velivoli rischierati figurava il J-5017, facilmente riconoscibile per la speciale decorazione sulle derive dedicata alla Fliegerstaffel 17 “Falcons”. Il reparto non è più attivo come unità autonoma: la precedente Fliegerstaffel 17 è infatti confluita nella Fliegerstaffel 35, insieme alla Fliegerstaffel 18 “Panthers”, nell’ambito della riorganizzazione della componente Hornet Svizzera. Il J-5017 conserva tuttavia i vistosi markings dei “Falcons”, rendendolo uno degli esemplari più riconoscibili tra quelli presenti a Istrana.

Tutti e cinque gli F/A-18C erano configurati con un serbatoio ventrale, sul quale era chiaramente visibile la scritta “STBY 121.50”, riferimento alla frequenza VHF internazionale di emergenza, comunemente nota come “Guard” e utilizzata anche per stabilire il contatto radio con velivoli intercettati durante le missioni di Air Policing. Sulla tip alare destra era inoltre installato un CATM-9X (Captive Air Training Missile), versione addestrativa dell’AIM-9X Sidewinder, missile aria-aria a corto raggio a guida infrarossa, impiegata per simularne l’utilizzo durante l’addestramento senza capacità di lancio. Il J-5017 si distingueva ulteriormente per la presenza, sotto la fusoliera, di un AN/ASQ-228 ATFLIR (Advanced Targeting Forward-Looking Infrared). Il pod elettro-ottico e infrarosso fornisce capacità di ricerca, identificazione e tracciamento dei bersagli, mettendo a disposizione del pilota un ulteriore sensore durante la missione.


Il contributo italiano

Sul fronte italiano, il fulcro delle operazioni è stato rappresentato dagli Eurofighter F-2000A Typhoon del 132º Gruppo Caccia Bombardieri Ricognitori del 51° Stormo, basati a Istrana. 

A questi si è aggiunta, seppur in misura più ridotta rispetto alle precedenti edizioni della SIFEX, la partecipazione degli F-35A dell’Aeronautica Militare appartenenti al 6° Stormo di Ghedi e degli F-16C delle United States Air Forces in Europe del 31st Fighter Wing di Aviano, entrambi decollati dalle rispettive basi e integratisi direttamente nelle aree addestrative durante alcune missioni.

Durante la SIFEX, gli F-2000 hanno effettuato solitamente dalle due alle tre sortite al giorno, generalmente condotte in formazioni di quattro velivoli (4-ship) o di due velivoli (2-ship), confrontandosi con gli F/A-18 svizzeri nei diversi scenari di difesa aerea previsti dall’esercitazione.

Gli Eurofighter erano generalmente configurati con due serbatoi subalari, mentre le configurazioni impiegate durante l’esercitazione comprendevano anche il pod di puntamento di precisione AN/AAQ-28 Litening, il pod FPR (Flight Profile Recorder), utilizzato per registrare i dati della missione e consentirne la successiva analisi durante il debriefing, e, su alcuni velivoli, un IRIS-T in versione addestrativa, missile aria-aria a corto raggio a guida infrarossa.


Cooperazione per il futuro

SIFEX 2026 si inserisce in un rapporto di cooperazione tra Italia e Svizzera che nel settore dell’istruzione militare poggia su un accordo sottoscritto nel 2004. Negli ultimi anni Berna ha inoltre deciso di rafforzare ulteriormente la cooperazione militare internazionale, con l’obiettivo di beneficiare dell’esperienza, delle procedure e degli standard sviluppati insieme ai Paesi partner.

In questo contesto, la possibilità di rischierare gli Hornet in Italia offre un vantaggio che va ben oltre le ore di volo accumulate durante le due settimane di esercitazione. Operare da una base straniera richiede infatti l’integrazione di personale navigante, tecnici e supporto logistico all’interno di un ambiente differente da quello abituale, aggiungendo un’ulteriore dimensione all’addestramento.

Per gli equipaggi svizzeri, il rischieramento in Italia ha inoltre rappresentato l’opportunità di affrontare scenari difficilmente riproducibili in patria e di confrontarsi con piattaforme differenti, dagli F-2000 e F-35 italiani agli F-16 statunitensi, acquisendo esperienza con procedure e standard condivisi con le forze aeree partner. Un’esperienza destinata ad assumere ulteriore rilevanza in vista della futura introduzione dell’F-35A: gli F/A-18 rimangono oggi protagonisti delle attività operative e addestrative elvetiche, ma la transizione verso una nuova generazione di velivoli è ormai iniziata. In questo scenario, SIFEX 2026 ha rappresentato non soltanto due settimane di intenso addestramento nei cieli italiani, ma anche un ulteriore passo nel percorso di cooperazione e interoperabilità destinato a proseguire negli anni a venire.

  • Crediti fotografici e testo a cura di: Giovanni Padovani
  • Crediti fotografici a cura di: Nicolò Teta
Esercitazione SIFEX 2026
Giovanni Padovani 25 settembre 2026
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