Le origini del “Griffon” nell’Arma dei Carabinieri
Nel corso del 1984 furono consegnati i primi esemplari del potente biturbina Agusta-Bell AB-412 “Griffon”, una scelta dettata dalla necessità di equipaggiare l’Arma dei Carabinieri con un mezzo moderno, potente e versatile da destinare ai compiti di trasporto truppe, con il quale sostituire gli ormai anziani AB-205.
I primi esemplari erano nella versione Standard (STD), seguiti successivamente dalle varianti Special Performance (SP) e High Performance (HP), per un totale di 34 velivoli; in seguito, con l’assorbimento nel 2017 del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, furono ereditati anche ulteriori 5 AB-412 nella versione Enhanced Performance (EP), completando così la gamma delle configurazioni operative adottate nel tempo.
Progettato per rispondere all’esigenza di un elicottero multiruolo moderno, capace di coniugare potenza, velocità e flessibilità, dotato di un sistema propulsivo biturbina Pratt & Whitney Canada PT6T Twin-Pac, di un rotore principale quadripala e di un rotore di coda anticoppia, il 412 si impose rapidamente in tutto il mondo come mezzo ideale per operazioni di trasporto, supporto tattico, soccorso e protezione civile, dimostrando straordinaria adattabilità a scenari complessi e ambienti difficili, dalle città alle zone montane e innevate.
Capace di trasportare fino a quindici persone, tra cui due piloti e almeno un specialista di bordo, e circa una tonnellata e mezza di carico utile anche a pieno carburante, e in grado di volare a velocità di crociera superiori ai 120 nodi, il 412 combinava potenza e rapidità, diventando un assetto insostituibile per missioni complesse.
La sua autonomia e la possibilità di trasportare carichi speciali ne aumentavano ulteriormente la versatilità, mentre gli strumenti per voli notturni e l’avionica implementata consentivano operazioni sicure anche al buio o in condizioni meteorologiche non ottimali. Con questo mezzo la configurazione di tutti i reparti era completa. In genere la linea volo di un Nucleo era costituita di massima da tre aeromobili leggeri AB-206 e A-109 ed un velivolo medio AB-412.
Il ruolo operativo sul territorio nazionale
Nel corso della sua lunga carriera operativa, l’Agusta-Bell AB-412 dei Carabinieri ha rappresentato uno strumento fondamentale nel dispositivo di controllo e proiezione dell’Arma sul territorio nazionale.
La sua presenza costante nei cieli italiani ha garantito un supporto aereo determinante alle attività dell’Arma Territoriale, offrendo sorveglianza dall’alto durante servizi coordinati di controllo del territorio, operazioni di polizia giudiziaria, attività di ordine pubblico e interventi ad alto rischio.
In tali contesti, la configurazione di missione poteva includere un impianto di diffusione sonora esterna (Public Address System), utilizzato per comunicazioni dirette al suolo durante operazioni di polizia o in situazioni di emergenza.
Determinante, soprattutto negli scenari investigativi e di controllo dinamico del territorio, è stato l’impiego dei sistemi elettro-ottici Wescam, installabili in posizione ventrale, sotto il muso, e presenti esclusivamente sulle versioni più recenti, ovvero sugli High Performance (HP).
La piattaforma elettro-ottica stabilizzata, quando installata, era gestita tramite una control unit collocata alle spalle del secondo pilota e comandata dallo specialista di bordo mediante joystick. Le immagini acquisite potevano essere visualizzate anche dai piloti sui Multifunction Display (MFD) e, tramite il sistema di bordo Elivideo, utilizzate per la ripresa e il contestuale invio alle Centrali Operative dei Comandi Provinciali, nonché al Raggruppamento Aeromobili di Pratica di Mare e al Comando Generale dell’Arma, consentendo una gestione coordinata e tempestiva dell’attività sul territorio.
In questo modo, il sistema si configurava come un vero e proprio “occhio elettronico”, sebbene con una qualità non paragonabile agli standard odierni dei più moderni elicotteri: di giorno risultava comunque possibile leggere una targa a oltre mezzo chilometro di distanza, mentre di notte l’operatività era garantita sia nel visibile sia all’infrarosso.
Inoltre, la possibilità di equipaggiare il velivolo con il faro di illuminazione e ricerca Spectrolab SX-16 Nightsun IFCO, con una potenza di circa 40.000.000 candele, consentiva di illuminare a giorno le aree operative durante interventi notturni, offrendo un valido supporto alle unità a terra.
L’integrazione con i visori notturni Night Vision Goggle (NVG) da parte dei piloti ampliava ulteriormente le capacità operative in condizioni di buio o scarsa visibilità.
Supporto ai reparti speciali e operazioni tattiche
Fondamentale è stato inoltre l’impiego nel trasporto del personale dell’organizzazione mobile e speciale dell’Arma, inclusi il 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania”, gli Squadroni Carabinieri Eliportati “Cacciatori”, il Gruppo di Intervento Speciale (GIS) e i Reggimenti Mobili Carabinieri.
In tali contesti il 412 ha assicurato mobilità tattica e inserzione rapida di operatori, anche mediante tecniche di discesa con fast rope, con la fune vincolata a punti strutturali certificati in prossimità del portellone laterale.
La possibilità di operare in hovering stabile e con adeguata potenza disponibile rendeva il mezzo particolarmente idoneo a questo tipo di attività, garantendo efficacia nelle operazioni di contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata, anche in condizioni ambientali più difficili.
Monitoraggio ambientale e tutela del territorio
Accanto ai compiti strettamente di polizia, il velivolo ha svolto un ruolo significativo nei monitoraggi ambientali, paesaggistici e culturali, operando in collaborazione con i reparti specializzati dell’Arma.
Dall’individuazione di discariche abusive al controllo di aree protette, inclusa la sorveglianza di zone montane e ambienti impervi, fino alla ricognizione di siti archeologici e beni monumentali, è stata garantita una visione d’insieme immediata e una più rapida capacità di intervento a terra.
In ambito montano e in condizioni invernali, la versatilità del mezzo era ulteriormente estesa dall’installazione di pattini da neve, che ne consentivano l’operatività su superfici innevate e in quota.
Trasporti istituzionali e supporto mediatico
Non meno rilevante è stato il ruolo nei trasporti istituzionali, con il trasferimento di Autorità civili e militari su tutto il territorio nazionale, garantendo tempestività, sicurezza e flessibilità logistica in occasione di eventi ufficiali, visite istituzionali e situazioni emergenziali, nonché il supporto alle attività di informazione, con l’imbarco di personale giornalistico e troupe televisive per servizi e coperture mediatiche.
Ricerca persone e attività SAR
Infine, il 412 ha concorso in numerose attività di ricerca persone, operando quale supporto aereo alle operazioni coordinate nell’ambito del sistema nazionale SAR.
Pur non configurandosi formalmente come piattaforma dedicata, il velivolo ha garantito un contributo significativo in termini di ricognizione, illuminazione notturna, coordinamento dall’alto e trasporto di personale e materiali; in tale ambito, alcuni esemplari sono stati equipaggiati anche con verricello di recupero, ampiamente impiegato nelle missioni di soccorso e assistenza.
Questa capacità, progressivamente dismessa nel corso dell’ultimo decennio per ragioni legate a certificazioni e aggiornamenti normativi, ha ulteriormente ampliato lo spettro operativo della macchina, confermando una versatilità che ha reso il “Griffon” uno degli asset più completi e adattabili mai impiegati dall’Arma nella propria storia operativa.
La fine di un’epoca
Negli ultimi 5 anni, con l’ingresso in servizio di nuove piattaforme ad ala rotante più moderne e conformi agli standard attuali, queste gloriose macchine, protagoniste di una generazione che ha solcato i cieli per oltre 40 anni, hanno vissuto la fase conclusiva della loro carriera, testimoniando un’epoca di operazioni e missioni che ha segnato profondamente la storia dell’aviazione dell’Arma dei Carabinieri.
Fino al congedo definitivo del 31 dicembre 2025, hanno continuato a garantire presenza, capacità operativa e affidabilità, mentre i loro compiti e le loro responsabilità sono stati progressivamente raccolti dai più recenti AW-119, AW-139 e AW-169, portando avanti con continuità l’esperienza, la professionalità e la tradizione accumulata in decenni di servizio operativo.
- Crediti fotografici e testo a cura di: Giovanni Padovani
- Crediti fotografici a cura di: The Aviation
- Crediti fotografici a cura di: Nicolò Teta


